Io e la teatro terapia

Ho cominciato i miei studi di teatro terapia mentre svolgevo la professione di attrice. Mi sono diplomata alla Scuola di Formazione Professionale in Teatroterapia a Indirizzo Espressivo-Bionergetico condotta da Tamara Paola De Vecchi presso la scuola Non chiamateci attori di Milano e successivamente diventata l’Associazione Angoli di luce.

La mia tesi come teatro terapeuta si intitola: “La Scoperta del sé autentico”.

Mi rendo conto che la mia esperienza professionale è stata una ricerca che ha sempre avuto come unico scopo la spinta verso la verità, l’autenticità. Durante il mio lungo training di attrice costruivo come un’artigiana il mio vero sé, lo scolpivo nuovamente, lasciavo che emergesse gettando via tutto quello che pensavo di sapere, tutto quello che come una zavorra mi portavo dietro: automatismi, condizionamenti, barriere erette negli anni che impedivano la vera espressione e creatività.

Attraverso il metodo Stanislavskij ho potuto accedere ad una dimensione in cui l’essere viene prima del fare. Riportando le parole del Maestro: “ La recitazione è rivelare la natura di un’anima umana. Acquisire l’intuizione per la propria autenticità. Ed è in questa ricerca che il percorso della Teatroterapia ha preso vita, forma e significato.

Perché questo è proprio quello che possiamo sperimentare con la Teatroterapia con un fine differente: non essere autentici “in e per la scena” , ma essere autentici nella vita quotidiana.

Attraverso la Teatroterapia si svolge un percorso di ricerca straordinario che porta a conoscere se stessi profondamente al di là della maschera che siamo abituati ad indossare ogni giorno. La libertà di essere autentici nel qui ed ora. Attraverso il lavoro corporeo pre- espressivo, espressivo, il gioco teatrale, le drammatizzazioni ed il lavoro post- espressivo avviene il miracolo di sentire, di seguire la propria natura del momento, di toccare chi siamo nel presente, di esplorare le nostre infinite potenzialità.

La Teatroterapia ci conduce e ci guida nel viaggio di riconciliazione con la nostra parte più autentica, un percorso per ritrovare la spontaneità e la semplicità propria dei bambini, recuperare quelle caratteristiche e quello sguardo.

E in quello sguardo mi sono tuffata e mi sono dedicata all’approfondimento delle tematiche dei bambini in età evolutiva per la conduzione di gruppi con i bambini ed i genitori.

La Teatroterapia con i bambini si concentra sull’aspetto pedagogico, educativo e preventivo, prestando attenzione al percorso ed al processo teatrale più che al risultato.

Essenziale è la funzione del gruppo in cui il bambino scopre e svela la sua identità, la sua creatività e la libera espressione di sé.

Il corpo è al centro di ogni esplorazione, è il canale privilegiato attraverso cui il bambino entra in contatto con il suo sentire , con il suo vissuto. Il laboratorio di teatroterapia si prefigge di mantenere i bambini in contatto con il proprio corpo, attraverso il gioco simbolico e di simulazione, attraverso l’improvvisazione, attraverso l’espressione della creatività.

Durante il mio percorso ho seguito corsi di formazione e crescita personale incentrati sulla genitorialità e ho portato la mia attenzione all’educazione emozionale attraverso diversi approcci tra cui quello dell’Accademia della Pedagogia Viva approfondendo soprattutto le linee guida dello studioso Rafael Bisquerra sull’educazione emozionale.

Attraverso il mio lavoro di teatro terapeuta cerco di accompagnare i bambini e i loro genitori in un viaggio alla scoperta del proprio mondo interiore, un’inesauribile fonte di ricchezza e potenzialità per vivere più consapevolmente la propria quotidianità.

Credo che nei bambini sia racchiuso il più grande potenziale ed il nostro compito come esseri umani sia soprattutto quello di preservarlo e far si che ogni dono nascosto in loro trovi lo spazio per sbocciare, emergere, prendere forma proprio come un fiore: all’inizio è solo un seme piantato nel terreno ma sboccerà con le giuste cure e attenzioni in un fiore unico e meraviglioso.

Nel mio piccolo “butto semini ”con la certezza che ogni bambino emergerà nella sua straordinaria unicità, a modo suo.

“ Dici:

è faticoso frequentare i bambini.

Aggiungi:

perché bisogna mettersi al loro livello,

abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.

Ti sbagli.

Non è questo l’aspetto più faticoso.

E’ piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi

fino all’altezza dei loro sentimenti.

Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi

sulle punte dei piedi.

Per non ferirli.”

Janusz Korczak